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COSA SUCCEDE A LIVELLO PSICOLOGICO QUANDO SI SCOPRE DI ESSERE INCINTA

Due tacchette e la tua vita cambia.

Il test di gravidanza concretizza un pensiero.

Quando si scopre di aspettare un bambino si provano un insieme di emozioni contrastanti: amore, felicità, paura, stupore, ansia, gioia. Mille domande e mille pensieri si fanno largo nella mente. Che sia stato cercato o sia capitato, quel fagiolino che si sta facendo largo dentro di noi è capace di sconvolgere la vita fin dai primi istanti di “convivenza”.

È normale avere paura quando si aspetta un figlio, si ha paura di tutto, che nasca con qualche problema, di non essere dei bravi genitori, di non essere in grado di affrontare tutti i cambiamenti che ne deriveranno.

Per le madri rispetto ai padri poi, ci sono in più i timori riguardanti la propria fisicità. Come cambierà il nostro corpo? Saremo delle balenottere, senza trucco e con i capelli arruffati per i prossimi 9 mesi?

Questo spaventa.

Eh sì noi donne abbiamo da sempre un rapporto conflittuale con il nostro corpo, conosciamo a memoria ogni minimo rotolino, ogni smagliatura, quella cellulite cosi fastidiosa e la gravidanza spesso accentua questa difficoltà nel guardarsi allo specchio. Bisogna piano piano abituarsi all’idea che il nostro corpo, per qualche mese, sarà subaffittato da un esserino che si prenderà prepotentemente i suoi spazi. Non vuol dire adagiarsi e subire passivamente tali cambiamenti, ma accettarli inventandosi un nuovo rapporto con il proprio corpo, accettando quelle nuove curve per abituarsi a vedere allo specchio, non solo la forma, ma anche la sostanza di ciò che ci rende donne.

Tutto ciò non ci porterà ad essere delle balenottere sfatte, ma delle mamme belle perché si piacciono, delle mamme fiere di quella pancia che fa da casa al proprio bambino.

I mesi di attesafanno crescere il grembo psichico parallelamente a quello fisico, ossia fanno crescere la capacità di essere mamma che è completamente diverso dall’avere fisicamente un figlio. Tante immagini di quello che sarà passano nella mente, i primi mesi di incertezza e paura vengono interrotti dal primo calcetto, il primo movimento che fa rendere davvero conto della presenza di una nuova vita dentro di noi. Dalla comparsa di quelle due lineette, ci sentiamo più fragili e vulnerabili con la voglia immensa di conoscere quell’esserino che si sta formando nella nostra pancia.

9 mesi sembrano eterni, ma proviamo a pensare a come sarebbe se un figlio nascesse il giorno stesso in cui viene concepito. La coppia si ritroverebbe ad essere genitore da un giorno all’altro impreparata con il piccolo già lì presente, invece il periodo di attesa, con le sue ansie e le sue paure,serve per modificare la propria dimensione, per prepararsi all’arrivo adattando sogni e progetti e creandone altri che includano il nuovo membro della famiglia.

Dott.Ssa Ferrero

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